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Se nel 95 e 96 Canonica
era riuscito ad evitare il ritorno alla Qualifying School per un soffio,
piazzandosi entrambi gli anni al 117° posto nellordine di
merito finale, nel 97 non ce la fa: è 121°, con 24
gare giocate e 13 tagli superati. Non va bene neanche lesame
di riparazione in Spagna, e per il 98 si accontenta di
un ritorno al Challenge Tour. Un anno tutto sommato salutare per il
suo gioco e il suo carattere: sempre meno genio e sregolatezza,
impulsivo e intemperante, sempre più maturo e attento. Il miglior
risultato dellanno arriva con il 2° posto nel San Paolo
Vita Open a Margara e grazie alle dieci gare dellEuropean Tour
cui è comunque riuscito a partecipare, si impone nella succitata
statistica della distanza col drive.
Puntuale,
in accordo con i suoi progressi, arriva anche la riconquista
della carta insieme con tre colleghi. Da allora, e' un crescendo
di risultati che lo portano a diventare il numero 1 italiano.
Il suo 1999 si riassume con 22 gare giocate nel Tour europeo,
16 tagli superati e tre piazzamenti nei top ten: il 5° posto
nel Sarazen World Open a Barcellona e i due ottavi posti, nel
Novotel Perrier Open de France e nellEstoril Open.
Ma in febbraio aveva già degnamente inaugurato lanno
con il record del campo sul percorso di Lost City, in Sud Africa,
nella Dimension Data Pro-Am. In quelloccasione Nick
Price non esitò a paragonarlo a Tiger
Woods, ricordando un giro giocato lanno precedente
in Germania: Mi lasciò di sasso alla prima buca,
un par 4 dog-leg.
Io avevo tirato un buon drive, ed ero a circa 90 metri dalla
bandiera, ma lui tirò una bomba a tagliare e finì
a pochi passi dal green. Incredibile.
Fa anche una capatina in Argentina, dove si piazza al 4°
posto nellOpen nazionale giocato a Cordoba, la città
natale del Gato, Eduardo Romero.
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Partecipa alla Dunhill Cup con
Rocca e Scarpa, gara in cui
infliggono un secco 3-0 agli Stati Uniti nel secondo giorno di incontri
(Canonica batte Tom Lehman 72-74)
ma non riescono poi ad arrivare alle semifinali, e alla World Cup
in coppia con Rocca dove concludono
con un deludente 26° posto. Il tutto per un 70° posto nel
ranking finale, che gli assicura con ampio margine il mantenimento
della carta per il 2000.
E proprio nell'anno che conclude il secondo millennio, Peppo Canonica
compie il grande salto di qualita': gia' conosciuto e ammirato in
tutta Europa per la sua straordinaria potenza, nel 2000 ottiene
importanti risultati nel Tour che, con la loro continuita' e regolarita',
non lasciano dubbi sulla maturita' conquistata dal giocatore diventato
il numero uno in Italia. Molto deve avere influito la tranquillita'
raggiunta al fianco di Antonella, con la quale si e' unito in matrimonio
il 27 marzo: un'influenza così positiva da portarlo a conquistare
sempre maggiore fiducia nelle proprie possibilita', e dopo i risultati
segnati in Portogallo, Germania, Inghilterra, a provare la grande
avventura americana.
Un tentativo coronato col successo al primo tentativo, una enorme
soddisfazione considerato il numero - circa 1.100 giocatori alla
prima delle tre fasi di qualificazione - e la qualita' dei contendenti
- molti di loro hanno una esperienza pluriennale nel circuito americano:
soltanto 36 sono stati "promossi", hanno cioe' conquistato
la carta per il PGA Tour, e fra loro Peppo Canonica.
Il 2001 è l'anno della tanto cercata fin da "piccolo"
"avventura americana". Alla quinta gara , Nissan Open,
alla 18 Peppo è vicino al botto, ma un ferro2 finisce dove
non doveva finire e quindi la gara si chiude solo con un top ten
(per l'esattezza 7° posto). Le difficoltà d'ambientazione
sono tante tant'è che dopo quell'acuto, purtroppo, tutto
risulta essere in salita.
A fine agosto Peppo rientra rassegnato in Europa
dove, avendo fino ad allora giocato solo 3 gare (Deutsche Bank,
Volvo Pga e Loch Lomond) tutte "sporcate" da un quarto giro costato
parecchie posizioni, si trova a fare tutte le ultime 8 gare del
circuito europeo sia per raggiungere il quorum minimo delle 11 gare
sia per provare a mantenersi la "carta".
Lo sforzo riesce quasi, soprattutto grazie ad un
bel risultato al Dunhill Links Camp'ship, ma un troppo teso Atlanet
Italian Open ad Is Molas gli fa chiudere la stagione al 132°
posto. Anche la Qualifying School va male e quindi si apre una stagione
2002 in cat.12 e ad "inviti" del suo manager Srgio Gomez.
Il 2002 segna un ottimo avvio con il testa a testa
con Garcia al Canarias Open. Gioca un tutto appannato Volvo Pga
e tante belle gare appannate solo da un quarto giro. A Crans "la
nebbia agli irti colli" gli costa un 6° posto anzichè
un pressochè già quasi "nearest to the pin"
inteso come pennone e non come bandiera.
Grande fuoco e fiamme al Telecom Italian Open (3°)
che lo fa ritornare al Volvo Masters. L'ordine di merito di fine
stagione lo vede al 52° posto!
Nel 2003 la scheda dei suoi risultati ricorda un
po' troppo la gruviera: troppi buchi consenguenti agli mc. Difende
però egregiamente i colori italiani al Telecom Italian Open
(9°) e ossigena bene i suoi polmoni e quelli dei tanti suoi
tifosi all'Omega European Master (4°) mettendosi nel portafogli
"la carta" per il 2004 che è l'unica, tra le tante
di credito, in vendita solo meritocraticamente! Sul finire della
stagione manca ancora un taglio al Dunhill Links Champ'ship pur
esibendo forse il miglior gioco in carriera accompagnato però
da un putting che faceva... tenerezza anche ai suoi avversari.
A fine stagione lo leggiamo al 101° posto, ma è stato solo
per precorrere quest'anno bisestile. |