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Trecentoventi metri
per la maggior parte di noi rappresentano un impegnativo
par 4 da prendere in due colpi, per Emanuele Canonica
sono "solamente" UN drive ben preso. Nulla
da invidiare, in quanto a potenza e lunghezza a fenomeni
come Tiger Woods o
John Daly, che in America
richiamano folle oceaniche e scatenano dibattiti sull'opportunita'
DI modificare il design dei percorsi per non vederli
ridicolizzati dai loro drive immensi."IL suo
gioco lungo e' del 20% superiore alla maggior parte
dei giocatori del Tour", dice Giorgio Bordoni,
suo allenatore, che commenta per noi la sequenza fotografica
che ci svela il segreto dell'incredibile potenza di
"Peppo", come viene chiamato dagli amici.
Impossibile per un dilettante medio, ma anche per
la maggior parte dei professionisti, riprodurre lo
swing di Canonica, che grazie a una buona dose di
palestra e a un'innata scioltezza riesce a dare alla
palla quella frustata che le permette di fare tanti
metri.
Diversi sono gli aneddoti sulla sua lunghezza, dalle
scommesse di Sam Torrance
con il caddie all'Open d'Italia, riguardo al bastone
che Peppo avrebbe giocato di secondo nei par 5, alle
raccomandazioni dei compagni di gioco a "non
forzare", per non mandarli totalmente fuori palla.
A volte, pero', quello che dovrebbe essere un vantaggio,
ti si ritorce contro, e Peppo e' proprio quello che
sta cercando di combattere:"Non voglio farmi
condizionare dalla lunghezza, dice, la gente deve
ricordarsi di me come di uno che tira lungo e gioca
bene". Bordoni, che lo segue da alcuni mesi ed
e' entusiasta dei progressi che sta compiendo il suo
allievo, insiste per lavorare ancora sul gioco corto
per cogliere l'obiettivo vero, una vittoria nel Tour,
visto che quello minimo, restare nei primi 80 dell'Ordine
di merito, e' praticamente centrato. |