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...parafrasando Oriana

Golf Italy   Articolo pubblicato sul sito
Golfitaly.com
(Aprile 2001)
Il "figlioccio"

di Carlo Bordogna
  (...continua) A quel punto Peppo preso in contropiede dal fatto di non essere stato assalito per avere giocato il drive ci racconta di aver avuto la sfiga di un rimbalzo e di essere finito in bunker dove pero' sotto la palla c'era, puntualmente invisibile, una pietra che inevitabilmente lo obbligo' ad un socket ecc.ecc.

Tanto per non fare la figura del boccalone troncai il discorso con un: Va beh, Peppo adesso non stare a raccontarcela tutta; bravo comunque di esserti ripreso .... dalla "sfiga" al play-off.
Ma nello stesso istante lui capi che io avevo capito che il suo drive era finito in pineta da dove o addirittura perse la palla oppure dovette impiegare tre colpi per buttarla giu' in green.

Da quel giorno di Lyckorna tra Peppo e me nacque il divertimento del course management ...al massacro. Io esageravo a sofisticare la visualizzazione di colpi dei quali avevo la certezza matematica che incontrassero la sua disapprovazione; e a lui non pareva vero esagerare a fare il bastian contrari fino al paradosso di cadere nella scelta ...del colpo giusto ....al momento giusto cosa che peraltro, da ragazzo, a Peppo capitava solo al ...compleanno e a qualche altra festa comandata.

Racconto questo "difetto" per dare una misura di quanto Peppo sia un esempio eclatante del "lasciatemi sbagliar da solo tanto alla vostra esperienza non ci credo". In effetti Peppo non e' un "ribelle ed un disubbidiente nato", ma solo una carta assorbente che non vuole dar da vedere quanto e quando sta assorbendo.
Peppo oggi cucina, pesca, caccia (e non ne sono sicuro , ma non mi stupirei che anche rammenda) e parla inglese, francese, spagnolo e tutto cio' senza mai aver aperto un libro, ma paradossalmente se Vissani gli spiegasse un piatto, Peppo direbbe che quella ricetta e'una schifezza.

Ho conosciuto Peppo da ragazzo, ma gia' con un dossier di mattane da fare un'enciclopedia; difatti all'inizio ci andai in rissa sul serio, ma quell'esperienza di Lyckorna e' servita molto a tutti e due e da allora in poi il "gioco al massacro" ha cementato un rapporto che lo scorso Natale invitatolo a cena (e' stata una delle rare volte che mi e' riuscito farlo perche' di solito, e non c'e' verso, invita sempre lui) per festeggiare la sua "carta americana" mentre brindavo agli auguri per la stagione 2001 sentivo dentro si' la gioia, ma anche quel dolore che si sente quando un figlio si sposa e ti lascia la casa vuota.

Pero' Peppo a furia di fare di testa sua, contro tutto e tutti, e' oggi il nostro miglior professionista, ma io che in fatto di testa dura ancora lo batto, aspetto solo di riabbracciarlo per potergli rimproverare e rissare un po' su quel ferro 2 alle 72°.
In compenso l'anno scorso ad Amburgo ad Antonella (la moglie tutto equilibrio e buon senso puntualmente soprannominata "mattanamente" la Tigre) il secondo posto di Peppo al Deutsche Bank - SAP Open glielo annunciai alla 3 perche' quel giorno sapevo che il suo course management sarebbe stato in scia a quello del .... Porcellino (leggete Wetswood) e per mio buon cuore evitai di spiegarle che e' stato alla 13 e per colpa di un drive al posto di un ferro 1 che Peppo perse lo scoop di diventare tournament winner davanti a Westwood, Tiger, Van de Velde e Woosnam!

Non lo dissi neanche a Peppo perche' onestamente non potevo pretendere che a 30 anni avesse gia' quella consumata esperienza di capire che in quel momento mentre stava facendosi ....la porchetta (cioe' sconfiggendo Westwood ) lo spiedo gli sarebbe riuscito solo ...da dietro.

Alla 12 il porcellino era appena riuscito a togliersi le infilzate che Peppo gli aveva piazzate tra la 9 e la 11; ergo l'onore alla 13 l'aveva Westwood che la mette in pieno fairway; e a quel punto Peppo avrebbe dovuto rompergli il ritmo e giocare il secondo al green per primo; ergo per stargli dietro avrebbe dovuto giocare un ferro 1 come massimo; invece "l'inesperienza" e la buca che lo consente, anzi lo reclama, ecco il drive che sorpassa Westwood, ma che finisce in rough destra da dove, si sa, occorre stare attenti al flyer e comunque complica, e di molto, il backspin assolutamente necessario su quel green.

E fu cosi' che un porcellino (Westwood) giocando per primo e mettendola in green in regulation s'infilzo' un torello (Canonica). Peppo non ama questo soprannome perche' nonostante sappia (grazie al francese autodidattico) la storia del phisic du role lui sostiene essere .... Torero.

Ed io che per tifo gli ...perdono ormai tutto, gli credo!

(indietro)

 


 
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