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Sogno Americano

Pgatour.com   Articolo pubblicato sul sito
Isgolf.it
(13 Dicembre 2001)
 
Bilancio sull'esperienza americana

di Andrea Vercelli
 
Lo abbiamo incontrato durante l'ultimo Open d'Italia ad Is Molas reduce da una intensa ed importante stagione di gare. 

Emanuele Canonica è stato quest'anno il primo professionista nella storia del golf azzurro a conquistare la "carta" per giocare sul circuito americano più importante, il PGA Tour. Emanuele è così partito a gennaio per l'America con grandi aspettative ma ha poi dovuto invece affrontare una realtà diversa da quanto in principio sperato.

"Ho iniziato giocando alla grande per 4-5 settimane di seguito - ci racconta Peppo - sfiorando addirittura il successo a febbraio al Nissan Open. Poi improvvisamente si è bloccato tutto; ho iniziato a "swingare" male e non ne capivo il motivo.

 

Eppure ho dedicato molto tempo all'allenamento, ore e ore di pratica al giorno, e dalle riprese video il mio movimento sembrava corretto. Poi invece al momento della verità, ovvero sul campo, tutto diventava difficile.

Ho puttato male e spesso perdevo il controllo dei colpi sui ferri medi/corti. Mi è capitato quindi di pagare con in mano il wedge al green; una crisi che si è prorogata per 3-4 mesi consecutivi, impedendomi di fatto di dimostrare il mio reale valore. Poi il gioco è lentamente ritornato, ma i tornei più prestigiosi se ne erano già andati  ed è rimasto il rammarico di non aver reso come speravo proprio nell'anno in  cui mi sono misurato con il meglio del golf mondiale.

E' stata comunque una stagione da cui ho appreso molto soprattutto in termini di esperienza.
Canonica ha giocato 19 tornei, superando 4 tagli con un piazzamento nei primi dieci (il 7° posto del Nissan Open); 191° nella Money List, Peppo ha perso la carta per il prossimo anno in cui comunque non rinuncerà a giocare alcune tappe su invito.
 
Quest'anno ho giocato tantissimo e sono arrivato all'appuntamento italiano di Is Molas a fine ottobre con addirittura 15 settimane consecutive di gare alle spalle. Il risultato finale è stato quindi lo specchio della mio stato di affaticamento mentale; all'Open d'Italia ho avuto problemi di concentrazione, non riuscivo a visualizzare i colpi e sbagliavo le cose più semplici.
Peccato perchè ci tenevo a finire nel migliore dei modi questa stagione e di farlo nell'Open di casa mi avrebbe ripagato delle delusioni di quest'anno.

Chiediamo a Peppo di esprimere un giudizio complessivo sul PGA Tour e se ha dovuto apportare alcune modifiche a livello dei preparazione per questa nuova esperienza:
"No, nessun cambiamento sostanziale; ho continuato ad allenarmi con Giorgio Bordoni e senza stravolgere i miei metodi di preparazione.
Negli Stati Uniti non esiste nulla di diverso da quanto fatto in Europa per quanto riguarda l'allenamento.

Quello che colpisce ed è veramente differente è il livello di gioco: in Europa ci sono 15-20 giocatori di altissimo livello mentre in America il 70% dei professionisti presenti al via di un torneo ha le carte in regola per puntare al successo finale.
Il PGA è molto più difficile e competitivo dell'European Tour; i tagli avvengono sempre sotto il par e mettersi in luce è praticamente impossibile se non sei al top del tuo gioco. Non ricordo di aver incontrato un giocatore di cui non avessi pensato bene del suo gioco durante la gara, non esistono sprovveduti, il livello medio è molto alto.

Altro fattore da considerare è certamente il clima, molto diverso da quello europeo, i campi e l'erba utilizzata. Se devo essere sincero non mi è piaciuto molto il fatto che in almeno 10-12 tornei mi sono trovato a giocare i primi due giri nelle ultime partenze, alle due/due e mezza del pomeriggio. Giocare così tardi è uno svantaggio e ti rende nervoso, le giornate sono molto lunghe. Non tutto è da buttare comunque; anche se non sono riuscito a mantenere la carta credo di aver appreso molto da questa esperienza, e in futuro gioco e testa potranno solo trarne vantaggi".

Da un sogno avverato, quello di giocare sul PGA Tour, ad uno soltanto sfiorato, la vittoria, pronta a diventare realtà già dal prossimo anno.

 
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