| Partito dalla buca 10,
ha segnato subito un birdie, poi ne ha realizzati
altri tre nelle buche di rientro prima del bogey sul
green finale. Nel secondo turno il torinese è
scivolato al diciottesimo posto, a tre colpi dalla
vetta, in una classifica molto corta. Ancora una partenza
sprint con un birde, che gli ha permesso di guadagnare
un colpo sul par, mantenuto fino alla fine in uno
score con altri due birdies e due bogeys. Rivoluzionata
la classifica con il quartetto al comando che si è
disciolto, sostituito dal duo Davis Love III-Miguel
Angel Jimenez a quota 135. In affanno Tiger Woods,
un colpo dietro Canonica, malgrado il 68, ma il 71
iniziale è stato un fardello pesante per il
suo bilancio.
Il terzo giro sembrava aver messo Davis
Love III in condizioni di poter vincere agevolmente,
dall'alto di tre colpi di vantaggio maturati con un
bel 68 in una giornata di pioggia. Alle sue spalle
un quartetto composto da Dennis Paulson, Robert Allenby,
Craig Barlow e dal redivivo Corey Pavin.
Canonica è rimasto praticamente
nella stessa posizione, scendendo di un gradino e
perdendo tre colpi rispetto al leader. Un turno in
par, con un birdie in partenza, una sorta di tradizione
che Canonica ha mantenuto per tutto il torneo, e un
bogey all'ottava.
All'inizio della quarta frazione Love
III ha messo le ali ai piedi ai suoi inseguitori con
due bogey, poi sembrava aver ripreso in mano la gara,
ma nel finale perdeva quattro colpi e si defilava.
La situazione era molto confusa e Canonica entrava
addirittura in ballo per il titolo. Con due birdies
nelle prime tre buche e un bogey alla nona passava
a matà giro in 34 e iniziava a percorrere nel
migliore dei modi la via del rientro con due birdies.
Rubava un altro colpo al campo sul
green della buca 16, un par tre, e si trovava nel
gruppo di testa.
Gli era fatale, però, la buca
18 e si fermava a quota 277. Le speranze di Canonica
di poter almeno entrare in uno spareggio venivano
frustate all'arrivo del giapponese Toshi Izawa e dello
statunitense Brandel Chamblee, che chiudevano con
276.
Non riusciva a Woods la rimonta e si
doveva accontentare del tredicesimo posto con 279.
Si accodavano ai primi anche Dennis Paulson e Bob
Tway, ma con Jeff Sluman e Robert Allenby in vantaggio
di un colpo all'inizio della buca 18 sembrava che
il quartetto potesse aspirare solo alla seconda o
terza piazza.
Invece anche Sluman e Allenby perdevano
l'autobus con un bogey e si andava al play off, mentre
la pioggia imperversava. Era Robert Allenby
ad avere la meglio: con un legno tre,
dalla distanza di circa duecento metri, piazzava la
palla a meno di due metri dalla buca, preludio al
birdie della vittoria.
E' il terzo successo nel circuito statunitense per
l'australiano e, come gli altri, ottenuto in uno spareggio.
Allenby, in materia, ha un record formidabile: si
è giocato sette tornei alle buche supplementari
e li ha vinti tutti.
Quanto a Canonica, il suo cammino nel
tour è stato molto altalenante. Ha esordito
nel Tucson Open con l'ottantesimo posto, poi ha subito
tre tagli prima della principesca gara al Riviera.
E la settimana dopo, è stato nuovamente eliminato
dopo trentasei buche. |