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TU VUO' FA' L'AMERICANO

Drive   Articolo pubblicato sul bimensile
Drive
(Febbraio/Marzo 2001)
 
E' quello che sta cercando di fare Emanuele Canonica

di Piero Mancinelli
 
Canonica  

Emanuele Canonica ha subito compiuto la grande impresa nel circuito statunitense.
Sul percorso del Riviera Country Club di Pacific Palisades, in California, si è classificato al settimo posto nel Nissan Open, realizzando il secondo miglior score e mancando per un solo colpo un play off a sei giocatori, il piu' affollato nella storia del tour per una gara conclusa su quattro giri.
C'è, infatti, un precedente nel Byron Nelson Classic del 1994, ma il torneo fu disputato solo su 36 buche per il maltempo.

E a togliere a Canonica la possibilità di giocarsi il titolo in spareggio è stato un malaugurato bogey proprio alla buca 18: sarebbe entrato in club house da leader e chissà...

Canonica, comunque, ha messo insieme la bella cifra di circa duecentoventi milioni di lire, quanto mai preziosa per la money list, oltre che per il suo conto personale, e inoltre, per la seconda volta in carriera, ha avuto la soddisfazione di lasciarsi alla spale Tiger Woods.

Era già accaduto nel Deutsche Bank Open dello scorso anno. Tra l'altro il Nissan Open è stato il torneo nel quale Woods si è cimentato per la prima volta con il mondo professionistico: era il 1992 e aveva sedici anni. Non superò il taglio, ma l'inizio fu esaltante, perchè realizzò un birdie alla buca d'avvio, quasi un segno premonitore per il suo futuro.

La gara si è aperta con il 66 di Brent Schwarzrock, Tom Scherrer, Sergio Garzia e Kirk Triplett, campione uscente e con Canonica in dodicesima posizione, distanziato di due colpi.

     

Partito dalla buca 10, ha segnato subito un birdie, poi ne ha realizzati altri tre nelle buche di rientro prima del bogey sul green finale. Nel secondo turno il torinese è scivolato al diciottesimo posto, a tre colpi dalla vetta, in una classifica molto corta. Ancora una partenza sprint con un birde, che gli ha permesso di guadagnare un colpo sul par, mantenuto fino alla fine in uno score con altri due birdies e due bogeys. Rivoluzionata la classifica con il quartetto al comando che si è disciolto, sostituito dal duo Davis Love III-Miguel Angel Jimenez a quota 135. In affanno Tiger Woods, un colpo dietro Canonica, malgrado il 68, ma il 71 iniziale è stato un fardello pesante per il suo bilancio.

Il terzo giro sembrava aver messo Davis Love III in condizioni di poter vincere agevolmente, dall'alto di tre colpi di vantaggio maturati con un bel 68 in una giornata di pioggia. Alle sue spalle un quartetto composto da Dennis Paulson, Robert Allenby, Craig Barlow e dal redivivo Corey Pavin.

Canonica è rimasto praticamente nella stessa posizione, scendendo di un gradino e perdendo tre colpi rispetto al leader. Un turno in par, con un birdie in partenza, una sorta di tradizione che Canonica ha mantenuto per tutto il torneo, e un bogey all'ottava.

All'inizio della quarta frazione Love III ha messo le ali ai piedi ai suoi inseguitori con due bogey, poi sembrava aver ripreso in mano la gara, ma nel finale perdeva quattro colpi e si defilava. La situazione era molto confusa e Canonica entrava addirittura in ballo per il titolo. Con due birdies nelle prime tre buche e un bogey alla nona passava a matà giro in 34 e iniziava a percorrere nel migliore dei modi la via del rientro con due birdies.

Rubava un altro colpo al campo sul green della buca 16, un par tre, e si trovava nel gruppo di testa.

Gli era fatale, però, la buca 18 e si fermava a quota 277. Le speranze di Canonica di poter almeno entrare in uno spareggio venivano frustate all'arrivo del giapponese Toshi Izawa e dello statunitense Brandel Chamblee, che chiudevano con 276.

Non riusciva a Woods la rimonta e si doveva accontentare del tredicesimo posto con 279. Si accodavano ai primi anche Dennis Paulson e Bob Tway, ma con Jeff Sluman e Robert Allenby in vantaggio di un colpo all'inizio della buca 18 sembrava che il quartetto potesse aspirare solo alla seconda o terza piazza.

Invece anche Sluman e Allenby perdevano l'autobus con un bogey e si andava al play off, mentre la pioggia imperversava. Era Robert Allenby

ad avere la meglio: con un legno tre, dalla distanza di circa duecento metri, piazzava la palla a meno di due metri dalla buca, preludio al birdie della vittoria.
E' il terzo successo nel circuito statunitense per l'australiano e, come gli altri, ottenuto in uno spareggio.
Allenby, in materia, ha un record formidabile: si è giocato sette tornei alle buche supplementari e li ha vinti tutti.

Quanto a Canonica, il suo cammino nel tour è stato molto altalenante. Ha esordito nel Tucson Open con l'ottantesimo posto, poi ha subito tre tagli prima della principesca gara al Riviera. E la settimana dopo, è stato nuovamente eliminato dopo trentasei buche.

 
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